Importante polo industriale della Germania, Dresda vantava alcuni primati: vi fu inventato il reggiseno (nel 1889, da Christine Hardt) e fu la prima in Europa ad avviare la produzione industriale delle sigarette (prima a mano e poi a macchina), del filtro per fare il caffè, delle bustine di tè, del dentifricio in tubetto Chlorodont e del profilattico in lattice.
“Bombardamento indiscriminato a zona”: principio formulato il 14 febbraio 1942 dal ministero dell’Aeronautica britannica nella direttiva rivolta al Bomber Command: da questo momento la Raf e la forza di bombardieri pesanti non avrebbe più condotto attacchi di precisione, ma su intere città o zone di città.
Una donna, sopravvissuta al bombardamento con la madre e un figlio, il 15 febbraio scrisse una cartolina alla figlia: “Noi tre tutti vivi. La città non c’è più”.
(G. Dell’Arti, notizie tratte da F. Taylor, “Dresda, 13 febbraio 1945: tempesta di fuoco su una città tedesca”, sul supplemento Io donna del Corriere della Sera del 2/7/05)
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L’estate scorsa, nella quiete agostana degli indolenti media, la dottrina di guerra preventiva dell’amministrazione Bush ha fatto un considerevole balzo in avanti. Il 5 agosto 2004 la Casa Bianca ha infatti creato il Dipartimento per la coordinazione della Ricostruzione e della Stabilizzazione, mettendovi a capo l’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina, Carlos Pascual. Il suo compito è quello di delineare elaborati piani “post bellici” per un numero di paesi che arriva a 25 e che non si trovano, almeno per il momento, in situazione di belligeranza…
Con coerenza, dunque, un governo dedito alla demolizione preventiva permanente ha ora un suo dipartimento deputato alla ricostruzione preventiva permanente. Sono finiti i tempi in cui si attendeva che scoppiasse una guerra prima di accingersi a delineare piani ad hoc volti a rimettere insieme i pezzi!
…Il mandato di tale dipartimento, vedete, non è infatti quello di ricostruire qualche vecchio Stato, bensì di creare Stati “democratici e orientati al libero mercato”. Pertanto, ha proseguito Pascal…i suoi ricostruttori di pronto intervento potrebbero dare una mano a liquidare “le imprese di proprietà dello Stato che sono alla base di un’economia non produttiva”…
Pochi ideologi possono resistere al fascino della tabula rasa. Questa era esattamente l’allettante promessa del colonialismo…Il colonialismo tuttavia è morto, o almeno questo è quello che ci è stato detto.
…la ricostruzione si sta rivelando un’industria incredibilmente remunerativa, troppo importante per essere lasciata ai filantropi dell’Onu. Pertanto, oggi, deputata a questo compito è la Banca Mondiale…
In Afghanistan la Banca Mondiale finanzia solo le privatizzazioni dello Stato.
…Non ci sono dubbi: nell’incarico della ricostruzione c’è di che rastrellare profitti.
(Naomi Klein su L’Espresso del 5/5/2005)
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Un chirurgo e uno storico faccia a faccia per parlare dell’assurda dizione di “guerra giusta”. E’ quanto è accaduto giovedì sera a Roma nell’incontro organizzato da Emergency all’auditorium della capitale. I relatori, introdotti da Fabio Fazio, erano Gino Strada (chirurgo) e Howard Zinn (storico), personaggi che non hanno bisogno di grandi presentazioni. Il primo è conosciuto per l’esperienza di Emergency, mentre il secondo è uno dei migliori storici statunitensi…
Con un tono al limite del didascalico il fondatore di Emergency ha illustrato la vera novità delle guerre combattute negli ultimi cento anni: dalla prima guerra mondiale alle città irachene o alle pianure africane nei conflitti bellici muoiono soprattutto civili, più che gli eserciti in lotta. Con l’aiuto di diapositive, è emerso il dato agghiacciante che nella prima guerra mondiale solo il 20 per cento dei morti erano civili: ora quella percentuale è arrivata al 93 per cento. In altri termini, le vittime della guerra sono uomini, donne e bambini che non hanno mai impugnato un’arma…
Sul filo dei ricordi è stato invece l’intervento di Howard Zinn, cresciuto leggendo libri che raccontavano l’epico intervento degli Stati uniti contro il dispotismo del Kaiser tedesco e per seminare la democrazia nel mondo, fino a quando non ha avuto tra le mani il romanzo di Dalton Trumbo E Johnny prese il fucile. Un libro che gli ha cambiato la vita facendolo diventare un avversario del militarismo. Ma Howard Zinn è stato anche un soldato decorato per aver bombardato la Germania nazista. Di quell’esperienza lo storico radical statunitense non rinnega niente. Voleva contribuire alla sconfitta di Hitler e Mussolini. Alla fine, però, dopo il bombardamento di Dresda e le atomiche su Hiroshima e Nagasaki, ha maturato la convinzione che anche una guerra in nome di una causa nobile giusta non lo è mai, perché, come ha più volte sottolineato Zinn, sono gli interessi economici e geopolitici e la volontà di potenza a prevalere sulla giusta causa che viene così messa in secondo piano…
(Lisa Masier sul Manifesto del 25/6/2005)
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L’uso del napalm e del fosforo bianco nella guerra in Iraq era già noto…Ma questo orrore l’inchiesta di Rainews24 – “Falluja. La strage nascosta” – te lo sbatte in faccia. Volti irriconoscibili e bruciati di donne e bambini inerti nei loro abiti intatti (il fosforo bianco consuma solo le cellule che contengono acqua), parte di quella uccisione di massa riconosciuta persino dagli autori materiali del massacro, i soldati, che hanno testimoniato davanti alle telecamere. Ma non dai mandanti…
(Giuliana Sgrena sul Manifesto dell’8/11/2005)
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In questi giorni le poche immagini che arrivavano tra le macerie della città sunnita mostravano donne che portavano bambini feriti e che maledicevano Bush indicando i corpicini insanguinati, al grido: “E’ forse Zarqawi questo bambino?”
(Tommaso Di Francesco su Il Manifesto del 10/11/2004)
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" We train young men to drop fire on people. But their commanders won't allow them to write fuck on their airplanes because it's obscene"
(In “Apocalypse now” di Francis Ford Coppola)
Per uccidere il brasiliano Jean Charles de Menezes la polizia britannica usò i “dum dum”, micidiali proiettili che esplodono in frammenti all’interno del corpo, proibiti dalle convenzioni internazionali. La rivelazione viene dal Daily Telegraph ed è destinata a riaccendere le polemiche sulla morte del giovane che, sospettato di essere un terrorista, fu freddato dalla polizia il 22 luglio nella stazione della metropolitana di Stockwell. Le munizioni devono il loro nome dall’aria innocua al luogo in cui furono “inventate” dagli inglesi: l’arsenale di Dum Dum, vicino Calcutta, alla fine del XIX secolo, durante le guerre coloniali contro i ribelli hindu.
(Sul Manifesto del 17/11/2005)
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La visibilità del corpo nudo è inquietante per la cultura maschilista islamica come per la cultura pornografico-puritana. Nel mondo ossessionato dalla merce, dal potere e dall’appartenenza, la dignità sta nell’esibizione della divisa militare, del vestito o del velo che conferiscono identità…Perciò io credo che la prossima azione comunicativa da costruire nelle strade consiste nell’esibizione sistematica del corpo nudo. Milioni di persone dovrebbero spogliarsi di fronte a questa guerra, mostrarsi in lunghi cortei denudati, spogliarsi nelle cerimonie pubbliche, spogliarsi nelle manifestazioni politiche, spogliarsi nei posti di lavoro, a migliaia contemporaneamente...folle di uomini e di donne che offrono il loro corpo nudo non come testimonianza di un’umiliazione, ma come affermazione della bellezza del corpo umano…la bellezza dell’uguaglianza e della libertà.
(Franco Berardi Bifo)
M.C.
lunedì 13 aprile 2009
Non c'è più religione
La domenica non deve essere soltanto un giorno di riposo, ma anche un giorno di sesso. Lo dice e lo predica la protestante e dunque cristianissima Church of England. Anche se sarebbe esagerato parlare di un precetto, si tratta pur sempre di un serio suggerimento contenuto in un corso per la preparazione alla Quaresima pubblicato nei giorni scorsi a cura della Chiesa Anglicana.
…l’indicazione a dedicare tempo anche al sesso nel giorno di riposo viene fatta discendere dalla Bibbia. E infatti il corso redatto dal reverendo Warren sostiene che il tempo di qualità che un bravo credente deve dedicare alla famiglia, molto enfatizzato dai precetti dei rabbini, “include anche l’ingiunzione alle persone sposate di godere di buon sesso durante il Sabbath”.
(Paolo Passarini sul supplemento Specchio della Stampa del 29/10/2005)
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Per i primi 29 anni della sua vita è stato Colin. Poi, in seguito a un’operazione chirurgica, è diventato a tutti gli effetti Sarah Jones (foto). Ma il mondo si sta occupando di lei da pochi giorni, da quando, ormai 44enne, è la prima transessuale a essere stata nominata pastore anglicano. L’evento non è certo passato inosservato, in tempi in cui nei Paesi cristiani si fa un gran dibattere di diritti degli omosessuali…
Il vescovo anglicano di Hereford, Anthony Priddis, ha voluto con forza difendere la sua scelta, descrivendo Sarah come una “candidata meravigliosa”…Non solo. Il vescovo ha evidenziato come i problemi legati alla transessualità “si capiscono molto più chiaramente in questo XXI secolo”.
(M. Bandiera sul Corriere della sera Magazine del 13/10/2005)
* * * * * * *Rifacciamoci gli occhi leggendo quanto ha dichiarato monsignor Robinson, il primo vescovo dichiaratamente omosessuale della chiesa anglicana: “restate fedeli a ciò che sapete essere vero” egli ha detto, rivolgendosi a lesbiche e gay “al fatto che siete amati e che la vostra omosessualità non è, in alcun modo, “sbagliata” né peccaminosa: siete fatti esattamente nella maniera in cui Dio ha voluto e dovete gioirne. Ogni grande movimento di giustizia sociale – prosegue Robinson – all’inizio ha dovuto affrontare critiche di ogni tipo. Quando oggi ci guardiamo alle spalle ci chiediamo come abbiamo potuto avere degli schiavi o come abbiamo potuto discriminare le donne o le persone di colore (…). Sono convinto che, a lungo termine, queste innovazioni ci daranno qualcosa da offrire alle altre denominazioni cristiane”.
(Adriana Zarri, teologa, sul Manifesto del 20/11/2005)
* * * * * * *I gesuiti beatificano Darwin. Civiltà cattolica, la prestigiosa rivista della Compagnia di Gesù, non ha dubbi: “E’ gravemente erroneo vedere una contraddizione o peggio un’opposizione tra ciò che afferma la Bibbia sull’origine dell’uomo e ciò che dice la teoria dell’evoluzione corretta in senso spiritualista. Sono due visioni dell’origine umana che si completano, anche perché le parole della Bibbia non hanno una finalità scientifica”.
(Sul Manifesto del 18/11/2004)
* * * * * * *
“Chi invoca un fronte tra cristiani e non credenti per difendere la cultura dell’Occidente e la sua presunta superiorità propone in realtà un patto diabolico, inaccettabile. Un patto che va respinto con forza. Dal nostro punto di vista è l’espressione della totale incomprensione del messaggio cristiano. Nessuno deve dimenticare che il fondamentalismo non l’hanno inventato gli altri, al contrario è figlio del cristianesimo. L’uso dei testi sacri come un’arma fa parte della nostra storia”. Non usa mezzi termini la nuova moderatora della Tavola valdese, Maria Bonafede…subito dopo la sua elezione avvenuta al termine del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste italiane che si è svolto a Torre Pellice.
(Loris Campetti sul Manifesto del 27/8/2005)
* * * * * * *
Sono parole di donne, con l’autorevolezza del loro incarico nel mondo cristiano protestante, le denunce delle manovre politiche sull’aborto pronunciate ieri dalla pastora Maria Bonafede, moderatrice della Tavola valdese, e da Anna Maffei, presidente dell’Unione evangelica d’Italia. “L’attacco dei vertici della Conferenza episcopale e del ministro della Salute al referendum sulla legge 40 sulla procreazione assistita, all’uso della pillola Ru 486 e ora ai consultori, dove si propone addirittura l’invio di volontari antiabortisti, ci indigna e ci addolora – dice Bonafede a nome dei valdesi – sia perché pone ulteriori pesi sulle donne, sia per l’ennesimo attacco alla libertà di coscienza e al riconoscimento della laicità dello Stato”…
(Carla Casalini sul Manifesto del 24/11/2005)
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I parroci della val di Susa hanno partecipato in massa alla manifestazione di ieri per dire no alla TAV. E questo nonostante l’arcivescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto, nei giorni scorsi avesse fatto capire che la Chiesa non deve impicciarsi della faccenda. Invece, in molti hanno notato le tonache in mezzo ai manifestanti…
“La nostra scelta è di stare al fianco dei cittadini, questa è la nostra comunità”, diceva ieri un prete in corteo.
(Sul Manifesto del 17/11/2005)
…l’indicazione a dedicare tempo anche al sesso nel giorno di riposo viene fatta discendere dalla Bibbia. E infatti il corso redatto dal reverendo Warren sostiene che il tempo di qualità che un bravo credente deve dedicare alla famiglia, molto enfatizzato dai precetti dei rabbini, “include anche l’ingiunzione alle persone sposate di godere di buon sesso durante il Sabbath”.
(Paolo Passarini sul supplemento Specchio della Stampa del 29/10/2005)
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Per i primi 29 anni della sua vita è stato Colin. Poi, in seguito a un’operazione chirurgica, è diventato a tutti gli effetti Sarah Jones (foto). Ma il mondo si sta occupando di lei da pochi giorni, da quando, ormai 44enne, è la prima transessuale a essere stata nominata pastore anglicano. L’evento non è certo passato inosservato, in tempi in cui nei Paesi cristiani si fa un gran dibattere di diritti degli omosessuali…
Il vescovo anglicano di Hereford, Anthony Priddis, ha voluto con forza difendere la sua scelta, descrivendo Sarah come una “candidata meravigliosa”…Non solo. Il vescovo ha evidenziato come i problemi legati alla transessualità “si capiscono molto più chiaramente in questo XXI secolo”.
(M. Bandiera sul Corriere della sera Magazine del 13/10/2005)
* * * * * * *Rifacciamoci gli occhi leggendo quanto ha dichiarato monsignor Robinson, il primo vescovo dichiaratamente omosessuale della chiesa anglicana: “restate fedeli a ciò che sapete essere vero” egli ha detto, rivolgendosi a lesbiche e gay “al fatto che siete amati e che la vostra omosessualità non è, in alcun modo, “sbagliata” né peccaminosa: siete fatti esattamente nella maniera in cui Dio ha voluto e dovete gioirne. Ogni grande movimento di giustizia sociale – prosegue Robinson – all’inizio ha dovuto affrontare critiche di ogni tipo. Quando oggi ci guardiamo alle spalle ci chiediamo come abbiamo potuto avere degli schiavi o come abbiamo potuto discriminare le donne o le persone di colore (…). Sono convinto che, a lungo termine, queste innovazioni ci daranno qualcosa da offrire alle altre denominazioni cristiane”.
(Adriana Zarri, teologa, sul Manifesto del 20/11/2005)
* * * * * * *I gesuiti beatificano Darwin. Civiltà cattolica, la prestigiosa rivista della Compagnia di Gesù, non ha dubbi: “E’ gravemente erroneo vedere una contraddizione o peggio un’opposizione tra ciò che afferma la Bibbia sull’origine dell’uomo e ciò che dice la teoria dell’evoluzione corretta in senso spiritualista. Sono due visioni dell’origine umana che si completano, anche perché le parole della Bibbia non hanno una finalità scientifica”.
(Sul Manifesto del 18/11/2004)
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“Chi invoca un fronte tra cristiani e non credenti per difendere la cultura dell’Occidente e la sua presunta superiorità propone in realtà un patto diabolico, inaccettabile. Un patto che va respinto con forza. Dal nostro punto di vista è l’espressione della totale incomprensione del messaggio cristiano. Nessuno deve dimenticare che il fondamentalismo non l’hanno inventato gli altri, al contrario è figlio del cristianesimo. L’uso dei testi sacri come un’arma fa parte della nostra storia”. Non usa mezzi termini la nuova moderatora della Tavola valdese, Maria Bonafede…subito dopo la sua elezione avvenuta al termine del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste italiane che si è svolto a Torre Pellice.
(Loris Campetti sul Manifesto del 27/8/2005)
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Sono parole di donne, con l’autorevolezza del loro incarico nel mondo cristiano protestante, le denunce delle manovre politiche sull’aborto pronunciate ieri dalla pastora Maria Bonafede, moderatrice della Tavola valdese, e da Anna Maffei, presidente dell’Unione evangelica d’Italia. “L’attacco dei vertici della Conferenza episcopale e del ministro della Salute al referendum sulla legge 40 sulla procreazione assistita, all’uso della pillola Ru 486 e ora ai consultori, dove si propone addirittura l’invio di volontari antiabortisti, ci indigna e ci addolora – dice Bonafede a nome dei valdesi – sia perché pone ulteriori pesi sulle donne, sia per l’ennesimo attacco alla libertà di coscienza e al riconoscimento della laicità dello Stato”…
(Carla Casalini sul Manifesto del 24/11/2005)
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I parroci della val di Susa hanno partecipato in massa alla manifestazione di ieri per dire no alla TAV. E questo nonostante l’arcivescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto, nei giorni scorsi avesse fatto capire che la Chiesa non deve impicciarsi della faccenda. Invece, in molti hanno notato le tonache in mezzo ai manifestanti…
“La nostra scelta è di stare al fianco dei cittadini, questa è la nostra comunità”, diceva ieri un prete in corteo.
(Sul Manifesto del 17/11/2005)
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