sabato 10 ottobre 2009

Buone pratiche

TORINO, 21 GIU - Nasce in Alta Valle di Susa, tra le montagne che ospiteranno le Olimpiadi invernali del prossimo anno, il primo supermercato ecologico: riduce gli scarti dovuti agli imballaggi, vendendo molti prodotti sfusi come nelle antiche botteghe dello speziale, e fa risparmiare il consumatore. Il primo ''Ecopoint'' d' Italia si trova a Ulzio ed appartiene al Crai, la cooperativa di distribuzione che conta circa 3 mila punti vendita nel nostro Paese. Per offrire ai clienti la spesa sfusa, il supermercato si e' dotato di uno strano ''giocattolo'', lungo 5 metri e alto 3, pieno di leve che erogano i vari prodotti alimentari, permettendo al consumatore di acquistare solo la quantita' desiderata. Gli erogatori sono in policarbonato trasparente, idonei al contatto con gli alimenti, inalterabili nel tempo e resistenti ai raggi Uva per mantenere fragranza e freschezza. Come contenitori vi sono sacchetti di carta o di plastica biodegradabile, smaltibili senza impatto ambientale. Alla riduzione di sprechi e di packaging si aggiunge il risparmio economico per il consumatore: privata della tradizionale confezione a perdere, la merce puo' costare fra il 10% e il 20% in meno.
Il supermercato, situato nell'ambito di un Centro commerciale, e' il capofila degli 11 punti ecologici che Crai aprira' nel 2005 in Italia. E' posto in una posizione baricentrica rispetto alle localita' turistiche delle valli montane circostanti… Tappa obbligata che consente di sensibilizzare migliaia di clienti, soprattutto nei fine settimana, durante le festivita' e le ferie. Presenze che si decuplicheranno quando nel febbraio del prossimo anno si svolgeranno le gare olimpiche. ''Vogliamo proporre - dicono al Crai – un nuovo modo di fare la spesa nel rispetto dell'ambiente''. Si e' cosi' scelto di applicare il progetto ''Distribuzione compatibile'', studiato dalla Fondazione Plef (Planet life economy foundation) che mette insieme imprenditori, manager, docenti universitari e professionisti tutti impegnati a diffondere un atteggiamento eco-compatibile con l' applicazione di metodi per ridurre gli sprechi energetici e di materiali. All' Ecopoint di Ulzio si potranno acquistare sfusi prodotti che oggi esistono solo confezionati, quali caffe', cereali, pasta, riso, caramelle, legumi, spezie, frutta secca. Si ridurranno gli imballaggi a perdere che in Italia oggi costituiscono una montagna di 11 milioni di tonnellate all'anno in gran parte destinate a trasformarsi in rifiuti.
(ANSA 21/6/2005).

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Se solo il 6% degli edifici fosse coperto di piante, la temperatura estiva si ridurrebbe di un paio di gradi.
…Ecologia, estetica, economia: sono almeno tre i buoni motivi per una scelta di "arredo" urbano sempre più radicata nelle metropoli canadesi, prima di tutte, appunto, Vancouver. Un esempio seguito in tutto il mondo, Italia inclusa. Se i primi a pensare di foderare il tetto con un manto erboso furono i vichinghi ottocento anni fa…oggi anche molte città europee e americane stanno riscoprendo il gusto dei tetti verdi.
…Non si tratta solo di una moda. Avere sugli edifici terrazze e tetti allestiti come piccoli parchi significa infatti migliorare la coibentazione, facilitare lo smaltimento delle acque piovane, godere di filtri naturali che contribuiscono a diminuire l’inquinamento acustico e atmosferico oltre a far risparmiare energia, immettendo quindi meno anidride carbonica nell’atmosfera…
(G. Salari sul supplemento D-La Repubblica delle Donne di Repubblica del 2/4/2005)

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…il "carburante del futuro": il biodiesel. Una soluzione naturale in tutti i sensi, visto che si tratta di una pianta, la colza, e dell’olio che da essa si ricava, anche se in realtà si potrebbe ricavare da tutte le piante cosiddette oleaginose (girasole, soia etc.).
Sembra una scoperta epocale, ma non lo è…Se andiamo indietro, al tardo medioevo, scopriamo che l’olio di colza, in molte città nord europee, alimentava l’illuminazione pubblica nelle strade, mentre durante la seconda guerra mondiale è servito per far andare i meno civili motori delle navi da guerra. Anche se i maggiori produttori di colza sono Pakistan, India e Cina, il biodiesel è una realtà soprattutto nei paesi occidentali...
Il biodiesel è in commercio in Francia, Germania (sulle autostrade tedesche si trova regolarmente ai distributori), Austria, Svizzera e Stati uniti. L’Italia, invece, resta gasolio-dipendente. Su richiesta del governo italiano (proposta di decisione del Consiglio inviata il 23 aprile 2001) l’Unione europea ha approvato una disposizione che ammette una tassa ridotta sul biodiesel soltanto se viene miscelato al gasolio.
…Tradotto in italiano corrente, vuol dire che per poter usare il biodiesel allo stato puro si deve pagare una tassa sui carburanti pari a 0,413 euro a litro. Così il prezzo diventa proibitivo.
Non finisce qui: in questo modo i piccoli produttori italiani di biocarburante, che non dispongono delle tecnologie necessarie per miscelare biodiesel e gasolio, sono tagliati fuori dal mercato e costretti a vendere l’intera produzione a grandi raffinerie…Altro che ecoincentivi.
Il biodiesel non contribuisce all’effetto serra…riduce le emissioni di monossido di carbonio del 35 per cento e di idrocarburi emessi nell’atmosfera del 20 per cento; non produce una sostanza altamente inquinante, il biossido di zolfo, e non contiene cancerogeni come il benzene.
…uno dei pochi discount che ha sui suoi scaffali l’olio di colza, il tedesco Lidl (che costa dai 45 ai 60 centesimi al litro) è stato preso d’assalto da quelli che, stando alla lettera della legge, sarebbero evasori fiscali…
Monsano è un piccolo paese delle Marche, circa 2700 abitanti. Spiega Mauro Tommassoni, assessore al territorio, trasporti, ambiente e agricoltura del comune: "Posso dire che siamo stati il primo paese in Italia a far uso del biodiesel. Da quattro anni una decina d’automezzi del nostro comune, tra mezzi da lavoro e autovetture, vanno a biodiesel puro, olio di colza al 100 per cento, che acquistiamo dalla Fox Petroli di Pesaro, e le nostre vetture non hanno mai avuto problemi al motore".
I primi a parlare di biodiesel sono stati Beppe Grillo e Jacopo Fo. Il comico genovese ha inviato di recente una lettera al ministro ell’economia Siniscalco, nella quale spiega cosa sia il biodiesel e chiede perché in Italia non sia possibile usarlo. Su Cacaonline, il sito di Jacopo Fo, è dal 2000 che si parla dell’olio di colza…
Sono molti i newsgroup e i blog che danno e forniscono esempi pratici su come sia possibile usare il biodiesel. Su www.vaol.it, il portale di Valtellina e Valchiavenna, i contatti aumentano, e in più si può partecipare al sondaggio sulla legalizzazione dei combustibili vegetali…
(Eleonora Formisani sul settimanale Carta n.18/2005)

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La scoperta dell’acqua calda. Lavatrici che risparmiano energia non riscaldando l’acqua con l’elettricità ma prendendola già calda.
…Oggi, il mercato si diverte a ignorare prodotti che riducono i consumi: è il caso delle lavatrici a doppia elettrovalvola e di quelle a ultrasuoni…Nel nostro paese esistono e si costruiscono da sempre lavatrici che hanno il doppio ingresso dell’alimentazione idrica, uno per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda, ma non si trovano in vendita.. Sono definite di classe AA. In questo tipo di lavatrici si può immettere l’acqua calda, quando il ciclo lo richiede, direttamente dall’impianto termico-sanitario. Scaldare l’acqua dal gas, tanto più se si possiedono pannelli solari, riduce il consumo di energia elettrica. Per questo, in Emilia Romagna si è costituito un gruppo di acquisto, coordinato da Alessandro Pullini (tel.0547346326), che raccoglie le richieste di lavatrici a doppia elettrovalvola. La Smeg di Reggio Emilia, che esporta quelle lavatrici in Gran Bretagna…si è impegnata a soddisfare le richieste del gruppo di acquisto.
(Gianluca Carmosino sul settimanale Carta n.31/2005)

MC

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