Meta obbligata dei protagonisti della cultura del XX secolo, Città del Messico ammaliò Majakovskij come Bréton e Artaud, sviluppò un proprio movimento contemporaneo al futurismo e che si volle denominare "Estridentismo", dopo aver dato vita alla pittura muralista il cui massimo protagonista, Diego Rivera, si ispirava più a Giotto e alle policromie degli indios che alle contemporanee correnti artistiche europee…(nella foto un murales di Rivera) Nell’ultimo decennio, mentre l’Europa si assopiva perdendo qualsiasi primato come punto di riferimento creativo, Città del Messico manifestava un risveglio artistico che l’avrebbe proiettata ai primi posti fra le capitali culturalmente vive…all’avanguardia anche in settori fino a ieri insospettabili, come ad esempio la grafica, al punto da istituire una Biennale a cui partecipano le più famose firme di Stati Uniti, Giappone ed Europa.
(Pino Cacucci, "La polvere del Messico")
* * * * * * * *
L’amministrazione della megalopoli più grande del mondo è riuscita ad avviare un programma unico in tutto il Messico…nello stato conosciuto come Districto Federal, che ingloba la gigantesca Città del Messico, alcune cittadine conurbate e diverse decine di piccoli paesi, esistono ben 88.000 ettari con potenziale uso rurale, dei quali 22.000 con vocazione e prospettive agricole…
Cinque anni fa, grazie all’entusiasmo e alla professionalità di una donna, Columba Lopez Gutierrez, attuale incaricata dei programmi di agricoltura ecologica e del commercio sostenibile di Città del Messico, nasceva un progetto di valorizzazione del settore intelligente e futurista, tutto costruito sullo sviluppo dell’agricoltura biologica e della creazione di reti di consumatori. La scorsa settimana il progetto è entrato in una nuova fase: è stato presentato in modo ufficiale il marchio biologico Sello Verde ("Marchio Verde"), per il quale sono state accreditate tre agenzie di certificazione, fra cui una in relazione diretta con l’italiana Bioagricoop: ormai, centinaia di piccoli produttori potranno iniziare a commercializzare le proprie produzioni biologiche. Già esistono 168 ettari di produzioni, dei 1800 ettari che secondo i progetti sono destinati al programma di produzione biologica.
Un progetto quasi incredibile nella attuale realtà messicana, che ha coinvolto, attraverso anni di lavoro, cittadini, scuole, associazioni di quartiere, gruppi di donne, giovani, disoccupati, piccoli produttori. Il progetto di Città del Messico stabilisce dei criteri ambientali "pilota" per tutto il paese…le catene di distribuzione saranno soprattutto per quartiere attraverso i mercati popolari e i negozi, con produzioni" dal produttore al consumatore", a prezzi accessibili…
(Fulvio Gioanetto sul Manifesto del 21/5/2005)
* * * * * * *
Miami sarà sì un gigante economico, ma è di sicuro un nano culturale. E’ quasi impossibile trovare una libreria decente: la produzione di film e libri è bassissima e di bassa qualità… "L’anti-intellettualismo è tale", mi dice Max Stoller, giovane attivista politico, "che se per strada ti vedono con un libro in mano, diventano sospettosi".
(Marco D’Eramo, sul supplemento D-Repubblica delle Donne di Repubblica
del 20/11/2004)
* * * * * *
Un’idea diversa per Bagnoli. Di più: una Bagnoli eco-compatibile. Progetto davvero ambizioso quello strutturato dall’ingegnere edile Valerio Siniscalco, 28 anni, laureatosi dieci giorni fa, e dal suo relatore Ferruccio Ferrigni dell’università Federico II: una coraggiosa tesi di laurea, con un titolo insolito: Dalla città energivora alla città energigena. Il modello desta interesse, sia per l’impiego delle più svariate forme di energia rinnovabile, sia per la sua reale fattibilità. La Bagnoli sostenibile nasce, infatti, da una serie di integrazioni apportate al Piano urbano territoriale approvato dal Comune prima dell’estate. Senza stravolgerlo, immaginando una serie di misure strutturali capaci di ridurre gli sprechi, di rendere il quartiere autosufficiente dal punto di vista energetico. Saltano subito agli occhi i temi sul ciclo integrato dei rifiuti e il contenimento nell’utilizzo della risorsa acqua. Si punta molto su raccolta differenziata e sui centri di riutilizzo di quartiere dei rifiuti riciclati per plastica, carta, vetro e compost, ossia gli scarti organici. Questi ultimi, andrebbero ad alimentare una centrale sotterranea che produce gas naturale a costo quasi zero, utile per le cucine domestiche e per i mezzi pubblici necessari. Secondo il progetto, il riscaldamento delle abitazioni e dell’acqua calda si sostituirà con un teleriscaldamento. Protagonista una centrale geotermica, che sfrutta una falda sotterranea presente a Bagnoli e un "camino biomassa", utile a riscaldare ulteriormente l’acqua fino a renderla funzionale all’utilizzo domestico. Nel camino bruciano i residui delle potature degli alberi e altro materiale non inquinante. Il quartiere energigeno ha anche un’altra importante ed attuale priorità: la gestione del ciclo combinato delle acque. In pratica, il recupero delle acque piovane attraverso vari sistemi – pavimenti porosi e grondaie – e riutilizzo degli scarichi domestici; il tutto fito-depurato…E l’elettricità? Compito dell’energia solare. Sui tetti delle abitazioni, degli uffici, dei centri di ricerca non più mattonelle e guaine inquinanti ma pannelli fotovoltaici…
A questo si aggiungono le soluzioni di "bioarchitettura"…
Restando sul Vecchio continente, l’approccio più vicino al progetto per la Bagnoli ecocompatibile è stato adottato nel quartiere Hummarby a Stoccolma. Da decenni, altre città europee come Amsterdam, Helsinki, Londra, Monaco e Stoccarda sperimentano forme di pianificazione sostenibile…
(F. Basile e A. Spadaro su Metrovie, supplemento campano del Manifesto, 7/10/2005)
* * * * * * *
E le città, nel tempo della perdita di poteri e senso dello stato nazionale a scapito di organismi sopranazionali (Banca mondiale, Wto, G8), possono tornare a giocare un ruolo fondamentale sul piano dell’auto-organizzazione locale, dei processi di democrazia partecipativa e nella cura, difesa e rilancio dei beni comuni. Per questo non possiamo non dirci neomunicipalisti, per questo riteniamo l’ambito comunale quello ideale per dispiegare conflitto e progetto…una rete planetaria di comunità insorgenti in grado di scambiare saperi, prassi, culture e opportunità.
(Massimiliano Smeriglio, Presidente del Municipio Roma XI, sull’Almanacco Carta Etc. n.2/2005)
MC
sabato 10 ottobre 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento