Ci vorrà forse un po’ di tempo prima che al posto di un’Aspirina ci propongano cento grammi di crocus sativus in grappa di riso invecchiata per tre anni. O che in sala operatoria sia sempre disponibile un agopuntore in alternativa all’anestesista occidentale…Ma ci arriveremo. La medicina tradizionale cinese (Mtc) ha infatti ricevuto un ufficiale benvenuto nel nostro Paese. Con due firme e una stretta di mano, il ministro della Salute Girolamo Sirchia e il vice ministro della sanità della Repubblica popolare cinese She Jing, verso la fine del 2004, hanno varato il piano di Promozione dell’insegnamento e della pratica di alta qualità della Medicina Tradizionale Cinese in Italia. Le principali iniziative: istituire un master in Mtc per laureati in medicina che partirà nel novembre 2005 e individuare un primo gruppo di rimedi vegetali cinesi da registrare tra gli integratori ammessi in Italia. E, come voluto dal Ministro, a fine dicembre sono stati formati i due gruppi di esperti italiani e cinesi che lavoreranno su questi progetti…
…circa dieci milioni di italiani utilizzano anche le medicine cosiddette dolci e un sondaggio recentissimo indica che per 41 su cento sono addirittura migliori di quella ufficiale e che oltre 45 su cento si meravigliano che non vengano rimborsate dal Ssn.
A sdoganare l’antica medicina-filosofia (si fonda sul Taoismo ed è nata all’incirca duemila e 500 anni prima di Ippocrate), aveva già provveduto la federazione degli Ordini dei medici, a metà 2002, identificandola come atto medico assieme ad altre otto medicine non convenzionali…
…Il Qi. Eccoci catapultati verso il principio cardine della medicina cinese. Che non è alternativa, né competitiva ma certo è diversa da quella occidentale. Qui tutto è energia, in continuo moto e trasformazione. Le stesse energie dell’universo si ritrovano nel corpo umano e condizionano la salute. Il Qi è il soffio vitale, una forza (la stessa di Cielo e Terra) che scorre all’interno dell’organismo. Se ristagna, è in eccesso o in difetto, ci si ammala. E ci si ammala pure se non sono in armonioso equilibrio lo Yin e lo Yang, le due forze opposte che costituiscono l’uomo come l’universo…
Dov’è l’eccellenza di questa medicina che cura l’intangibile? "E’ nelle patologie per le quali si va dal medico di famiglia dove l’aspetto preventivo è fondamentale", sintetizza Lucio Sotte, anche lui esperto in Mtc e Direttore della Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese (pubblicazione reperibile al sito www.fondazionericci.it). "Inoltre, non dimentichiamo che la medicina cinese individua quadri sindromici che quella occidentale non riconosce e per i quali non ha quindi rimedi"…
(M. Cristina Sparaciari sul supplemento D-La Repubblica delle Donne di Repubblica del 16/4/2005)
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"Omeopatia inutile, ha solo un effetto placebo"…ci sono studi su riviste importanti come Lancet, e British Medical Journal.
…Ma se questi rimedi non fanno proprio nulla, possibile che gli ammalati non se ne siano mai accorti? Anzi, che siano sempre di più quelli che ci credono?
…L’omeopatia non "cura", ma quelli che praticano l’omeopatia dedicano tempo agli ammalati, li sanno ascoltare, più di quanto non facciano tanti medici. Questo sì che è "medicina".
Anche l’idea di prendere qualcosa che fa bene (effetto placebo) certe volte ti fa star meglio. Lancet chiude così: "Da oggi i dottori devono avere il coraggio di dire chiaramente che l’omeopatia non funziona. Ma dovrebbero essere onesti, anche con se stessi, e ammettere che la medicina moderna non è stata capace di rispondere ai bisogni individuali"…
(Giuseppe Remuzzi sul Corriere della sera del 27/8/2005)
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Infarto, Parkinson, obesità: gli Usa investono sulle cure psicosomatiche. Washington l’anno prossimo stanzierà 16 milioni di dollari nella ricerca.
…Oggi gli esperti ritengono che dal 60 al 90 per cento dei casi tutte le visite mediche interessino sintomi da mettere in relazione allo stress.
(su La Repubblica del 20/9/2004)
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Su "Newsweek" gli ultimi studi sulle cause psicologiche delle cardiopatie: "Così ansia e depressione diventano killer micidiali".
E’ sempre più dimostrato che stati emotivi cronici come lo stress, l’ansia, l’ostilità e la depressione impongono un pesante tributo…un’incidenza almeno pari a quella dell’obesità, del fumo e dell’ipertensione…E un numero sempre maggiore di ospedali sta traducendo questa migliore comprensione in programmi che si ripropongono di combattere le malattie cardiache nel più improbabile dei luoghi d’origine: il cervello.
…Prendete la depressione. In una persona in buona salute fa raddoppiare, almeno, il rischio di attacco cardiaco…E per le persone che hanno avuto un attacco cardiaco in passato, la depressione quadruplica o addirittura quintuplica il rischio di averne un altro.
…Uno studio dello scorso anno, sulla rivista Lancet, ha esaminato oltre 11.000 soggetti colpiti da attacco cardiaco in 52 paesi, e ha scoperto che nei dodici mesi precedenti all’infarto i pazienti avevano subìto uno stress notevolmente maggiore – al lavoro, in famiglia, per guai finanziari, depressione e altre cause – rispetto a circa 13.000 persone in buona salute.
(su La Repubblica del 26/9/2005)
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Sapete che significa Sabir? Era l’esperanto marino, la lingua franca che permetteva di comunicare fra loro a mercanti, pescatori, marinai e pirati del Mediterraneo. E Sabir si chiama il Circolo mediterraneo di conversazione, ideato da Camilleri, un progetto culturale che si è tradotto per merito dell’arabista Isabella Camera D’Afflitto in un convegno di tre giorni a Ragusa, Modica e Scicli, con scrittori e intellettuali delle due sponde del Mediterraneo…
Come ha detto il poeta e saggista messicano Octavio Paz, per i popoli del Nord la salute coincide con l’integrità, con l’evitare ogni contagio; per il Sud del mondo la salute si identifica con la contaminazione, con il mescolarsi agli altri…
Forse l’immagine del Sud del mondo, per non scadere nello stereotipo, può essere ravvivata come metafora di un modo di vivere e di pensare oggi un po’ emarginato dalla modernità (apparentemente) vincente. Di che si tratta? Torniamo a el-Kharrat e ad Alessandria, città di zafferano…A un certo punto l’autore scrive che vivere è naufragare – proprio perché siamo fatalmente in balia del desiderio e delle emozioni -, è andare alla deriva, perdere continuamente la rotta. Mentre chi invece crede o pretende di tenere la rotta, non ha veramente vissuto, non si è esposto all’errore e al caso, e cioè all’esperienza.
(Filippo La Porta sul Riformista del 25/6/2005)
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Non si tratta di fitoterapia. Le piante c’entrano, il benessere pure, ma l’influenza positiva viene dalla loro emissione elettromagnetica. Secondo la tecnica del Bioenergetic Landscapes alcune piante generano campi elettromagnetici che influiscono in modo positivo sui vari organi dell’uomo, e se collocate secondo precisi schemi possono creare dei veri e propri giardini terapeutici. "La tecnica si basa sull’elettromagnetismo e le piante ne sono una notevole sorgente", spiega Marco Nieri, ecodesigner di Bologna che, grazie alla collaborazione col professor Walter Kunnen di Anversa (uno dei primi ricercatori in questo campo), del giardinaggio ha fatto una scienza.
…La progettazione non avviene a caso perché i campi elettromagnetici delle piante sono diversi tra loro e di conseguenza anche la loro collocazione segue schemi precisi…Grazie all’antenna Lecher e a moderne apparecchiature bioelettroniche, si può conoscere l’esatta influenza biologica del segnale elettromagnetico naturale e delle piante specifiche da utilizzare per creare, fino ad alcune decine di metri attorno, una risonanza positiva tra il magnetismo del luogo, delle piante e delle persone che ci passeggiano…
Si possono visitare i seguenti giardini bioenergetici:
- Un giardino di 700 mq a Castello Quistini a Rovato in Franciacorta (Brescia) www.castelloquistini.com
- Un giardino di 3000 mq a Molinella (Bologna) presso la Rovatti Giardini www.rovattigiardini.it
- Uno splendido parco dell’800 a Villa Seghetti Panichi a Castel di Lama (Ascoli Piceno), il primo giardino storico italiano ad aver modificato la sua struttura secondo i concetti della Bioenergetic Landscapes www.grandigiardini.it
(Info: www.archibio.it)
(Monica Melotti sul Supplemento D-La Repubblica delle Donne di Repubblica del 30/4/2005)
MC
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