Nuove norme UE. Prodotti elettronici, venditori obbligati a ritirare gli scarti.
La crescita del volume di computer, stampanti, fax, cellulari venduti ogni anno è incessante e spesso sottolineata. Meno visibile è l’altra faccia della medaglia: le discariche che si riempiono di materiali che, abbandonati a se stessi, costituiscono un problema, mentre riciclati diventerebbero una fonte di reddito.
Dal 13 agosto qualcosa dovrebbe essere cambiato con l’introduzione della normativa chiamata Raee (prodotti elettrotecnici ed elettronici), la direttiva che l’Europa ha voluto per rendere operativi alcuni target. Il principale di questi obiettivi, da realizzare entro il dicembre 2006, è una raccolta separata di rifiuti elettrici ed elettronici pari a 4 chili pro capite.
…Prevede il principio del free take back, cioè i rivenditori, quando vendono un nuovo prodotto, devono ritirare gratuitamente i rifiuti di apparecchiature elettrotecniche ed elettroniche…
(a.cian. sul supplemento Affari & Finanza di Repubblica del 24/10/2005)
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Non sembra ma è possibile. Con il trashware. Un nuovo motivo per metter su una cooperativa. L’idea è semplice: si recuperano personal computer (pc) ancora validi dalle discariche, si riqualificano con software libero e si distribuiscono a categorie svantaggiate e a organizzazioni sociali che non possono permettersi l’acquisto di pc nuovi. I trashweristi contribuiscono così alla salvaguardia ambientale combattendo anche l’infopoverty. Ogni anno vengono buttati milioni di pc contenenti tonnellate di cadmio, piombo e mercurio. Software sempre più inutili e complessi, sfornati a getto continuo dal mercato, necessitano di hardware sempre più potenti (anche se scrittura, navigazione e posta esauriscono, per l’utente medio, i compiti di un pc). Recuperare, reinstallare (software libero) e ridistribuire, ecco le tre erre per i pc. Binario etico, ad esempio, è una cooperativa che raccoglie, riqualifica e ridistribuisce pc a biblioteche e associazioni della periferia di Roma.
Trashware.linux.it/wiki/Gruppi
(Su Carta n.37/2005)
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Il ‘portale del riuso’ per evitare sprechi nella p.a. Sarà gestito dal Cnipa e potrà portare risparmi dal 10 al 30 per cento negli acquisti di software per gli uffici pubblici.
…Fra le iniziative per migliorare la qualità dei servizi, Lucio Stanca (ministro per l’Innovazione, ndr) ha annunciato il Portale del Riuso, realizzato dal Cnipa – Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione. Si tratta di un sistema la cui logica è di riutilizzare ed adattare alle diverse esigenze, software ed applicativi già esistenti ed utilizzati dal settore pubblico. L’iniziativa, che nasce per rispondere alle attese dei cittadini, deriva dal decreto presidenziale firmato il 31 maggio scorso, relativo alla razionalizzazione in merito all’uso delle applicazioni informatiche.
Con il provvedimento si sono individuati gli obiettivi del miglioramento dell’efficienza operativa dell’amministrazione e di contenimento della spesa pubblica. Per favorire il processo, il Cnipa oltre al portale ha attivato un centro di competenza per il riuso con un ruolo di gestione, promozione e consulenza. "Si potrà attingere ad un catalogo dei programmi già prodotti e riutilizzare o condividere software esistenti razionalizzando le spese e riorientando le risorse verso settori non informatizzati", spiega Livio Zoffoli, presidente del Cnipa…
Le analisi effettuate mostrano che la convenienza economica del riuso passa da qualche punto percentuale della spesa nel caso del riuso semplice, fino al 30-40% nel caso di forme più articolate in cui si condividono fra più amministrazioni le attività di manutenzione e di esercizio del software…
(S. M. Busetti sul supplemento Affari & Finanza di Repubblica del 24/10/2005)
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Riciclare è diventata più che una moda una necessità. Ma la novità è che lo si fa con un certo senso estetico. Nuovi materiali ottenuti dalla prima vita di telefoni cellulari, cavi elettrici, cd, pneumatici, giornali, bottiglie, flaconi, lattine, mobili, tappi di bottiglie. Tutto ciò si trasforma e rinasce con una nuova identità, pronto per reincarnarsi in un prodotto di design. Per chi avesse dei dubbi Matrec (www.matrec.it), la prima banca dati gratuita online sui prodotti e materiali riciclati, si è messa in mostra al pubblico in occasione di Ecofatto, all’interno della fiera Ecomondo che si è appena svolta a Rimini…
(Sul supplemento Affari & Finanza di Repubblica del 31/10/2005)
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La Cina, l’India e l’Africa si stanno trasformando nelle pattumiere digitali del mondo…
Lo scorso agosto Greenpeace ha pubblicato un rapporto sugli e-waste, i rifiuti elettronici smaltiti in Cina e in India, dal quale risulta un alto livello di contaminazione del suolo e delle acque…Sono emersi livelli allarmanti di metalli pesanti usati nell’industria elettronica e di sostanze chimiche pericolose. Si tratta di una contaminazione in grado di provocare rischi per la salute, dal cancro a danni del sistema nervoso.
…Di recente la stessa Cina ha promulgato un bando sull’importazione di numerose categorie di rifiuti digitali. Ma molto resta ancora da fare. La Gran Bretagna, ad esempio, ha annunciato che non potrà applicare almeno fino al 2006 la direttiva europea sul trattamento dei rifiuti elettronici ed elettrici (Weee). Gli altri paesi nei confronti dei quali l’Ue ha annunciato l’apertura di una procedura di infrazione per il mancato recepimento della norma sono Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Malta, Polonia e anche l’Italia.
(m.r. sul supplemento Affari & Finanza di Repubblica del 31/10/2005)
MC
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